Nasce la ‘Fondazione Marco Falco’

Biella - Il Progetto promosso da Stefania Falco e Paolo Falco per ricordare il fratello Marco. L’Ente vuole contribuire alla crescita serena ed equilibrata di bambini, adolescenti e giovani che vivono in condizioni di difficoltà, accompagnandoli in un cammino di crescita personale e di consapevolezza di sé

#nuova fondazione

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E’ nata recentemente a Biella una nuova Fondazione, intitolata alla memoria di Marco Falco e finalizzata  a sostenere progetti, eventi, servizi e nuove iniziative appositamente rivolte a bambini e ragazzi in difficoltà.

Abbiamo incontrato la Presidente della Fondazione, Stefania Falco, che ci ha rilasciato questa approfondita intervista.

  • Quando è nata la fondazione e dopo quanto tempo di progettazione?

La fondazione è nata con atto notarile il 19/06/2019, ma soltanto a gennaio 2020 abbiamo ricevuto il riconoscimento della personalità giuridica da parte della Regione Piemonte.

E’ stato un lungo periodo di gestazione: il primo passo la decisione da parte mia e di Paolo di ricordare nostro fratello Marco, mancato nell’agosto 2015 finanziando un’attività filantropica, poi pian piano l’idea di creare qualcosa con il suo nome che svolgesse un’azione continuativa nel tempo ed infine la decisione che fosse un’associazione avente come scopo quello di aiutare le nuove generazioni, con l’intento di prevenire il più possibile il disagio.

  • Perché avete deciso di costituire una fondazione? Avete pensato ad altri soggetti giuridici (associazione di volontariato – di promozione sociale, etc…)

La scelta della fondazione è dovuta ad un consiglio del notaio, vista la disponibilità di un patrimonio iniziale, ma nel tempo la forma potrebbe anche cambiare. L’importante resta lo scopo che, come indicato nello statuto, è quello di contribuire alla crescita serena ed equilibrata di bambini, adolescenti e giovani che vivono in condizioni di difficoltà e disagio, accompagnandoli in un cammino di crescita personale e di consapevolezza di sé, dei propri desideri ed obiettivi nella vita per meglio orientarsi nelle scelte, per prevenire malattie psichiatriche e dipendenze, per una migliore integrazione sociale e lavorativa.

  • Potete parlarci brevemente (e nelle modalità per voi più opportune)  di Marco, a cui la Fondazione è intitolata?

Marco era nostro fratello, mio e di Paolo. Come diciamo nel sito era amante della bellezza, della natura, degli animali in genere, dei cavalli in particolare. Per trenta anni si dedicò con passione all’equitazione come atleta e come istruttore, trasmettendo il suo entusiasmo ai suoi allievi. Era una persona molto generosa ed attenta alle difficoltà altrui, molto sensibile e, nonostante la sua allegria e senso dell’umorismo, era un’anima profondamente travagliata.

La sua morte prematura ci ha lasciati col dispiacere di non aver saputo sostenerlo e comprenderlo a pieno nella sofferenza che ha caratterizzato soprattutto gli ultimi anni della sua vita e con il desiderio di contribuire ad offrire a giovani che si trovino a vivere situazioni di disagio e difficoltà quel supporto educativo e psicologico necessario per affrontare in modo equilibrato le difficoltà della vita.

  • Quante persone sono impegnate al suo interno?

Il consiglio di amministrazione è composto da quattro membri della famiglia e una cara amica di Marco. Abbiamo un revisore dei conti, un organo di controllo etico e amministrativo ed un folto gruppo di amici e conoscenti che ci supportano e ci mettono a disposizione le loro competenze in vari ambiti: da quello pedagogico a quello medico, da quello psicologico a quello legale, da quello grafico a quello informatico….

E’ una forma iniziale. Può essere che col tempo più persone entreranno a far parte del consiglio, che ci accrediteremo al CTV con una vera e propria organizzazione dei volontari, che istituiremo un comitato scientifico per la valutazione dei progetti… Vivendo nell’impermanenza anche noi siamo soggetti a trasformazioni, ci auguriamo sempre più funzionali!

  • Quali sono gli ambiti di intervento ?

Gli ambiti di intervento sono relativi a bambini, adolescenti e giovani: una fascia ampia per non darci troppe limitazioni e per seguire il flusso delle richieste che via via riceveremo. Nei primi tempi si tratterà soprattutto di finanziare o cofinanziare progetti di altri enti operanti nel settore, in futuro potremmo essere noi stessi a crearne di nostri. Progetti inerenti allo scopo statutario che coinvolgono direttamente bambini, adolescenti e giovani, ma anche genitori, nonni, insegnanti, allenatori, il personale sociosanitario che con loro ha a che fare.

  • Perché avete scelto proprio quegli ambiti?

Abbiamo scelto questo ambito perché le nuove generazioni sono il futuro. Educarle ed aiutarle nel loro percorso di crescita è fondamentale per creare un mondo migliore popolato da soggetti consapevoli, capaci di affrontare le difficoltà della vita, capaci di relazioni interpersonali empatiche e rispettose, in grado di sviluppare i propri talenti e di metterli al servizio della comunità, di realizzare una società etica e sostenibile, rispettosa del senso di appartenenza all’intera umanità e alla terra.

  • Siete nati da poco, ma avete già in mente progetti – eventi – iniziative da attivare questo anno o che avete attivato?

Sì, nei mesi precedenti l’emergenza covid-19 abbiamo preso contatto con alcune realtà biellesi che operano in questo campo, per il momento impostando le basi per progetti che intendiamo finanziare appena sarà possibile, nella speranza che bambini, adolescenti e giovani possano al più presto riprendere le normali attività scolastiche, sportive, ludiche e di socializzazione.

I progetti abbozzati, descritti con più particolari nel nostro sito, riguardano l’organizzazione di una giornata informativa/formativa di  prevenzione sul trauma infantile, un progetto di inclusione e sostegno a ragazzi di famiglie disagiate tramite l’attività sportiva, l’allestimento di un laboratorio psicoeducativo, un progetto relativo alla scoperta dei propri talenti e creatività, percorsi dedicati a minori che appartengono a famiglie con disagio per la conoscenza di sé e la cura delle proprie risorse, un progetto di sostegno a giovani affetti da A.D.H.D.

Per il momento abbiamo inviato alle scuole superiori del Biellese un bando per dieci borse di studio per studenti meritevoli o a rischio di abbandono scolastico in condizioni economiche svantaggiate. Saranno erogate all’inizio del prossimo anno scolastico e prevedono il finanziamento, a seconda della scelta dello studente, di attività organizzate dalla scuola oppure corsi di canto, teatro o musica presso scuole del Biellese con cui la fondazione si è accordata. Tra l’alto proprio in questi giorni il consiglio dei ministri ha dato via libera ad un disegno di legge: il “Family Act “che prevede sostegni alle famiglie con figli, tra cui le spese per le gite scolastiche, i corsi di lingua, arte e musica, proprio come prevede il nostro bando.

  • Avete attivato o pensate di attivare collaborazioni con altri Enti, locali, che si occupano del vostro ambito o di ambiti differenti?

Per il momento, come ho detto prima, siamo stati noi a contattare i vari enti locali biellesi per comprendere quali fossero le necessità da loro avvertite e in che modo potevamo cooperare.

Lo scopo di questa intervista è proprio quello di far sapere che siamo nati e che intendiamo collaborare con le realtà presenti sul territorio, magari anche fungendo da collegamento per creare una rete solidale di intervento nel settore.

  • Quali sono gli aspetti più gratificanti e belli nel gestire l’attività di una fondazione? E quali più difficoltosi?

Siamo nati da così poco tempo che è proprio difficile rispondere a questa domanda.

Credo che l’aspetto più gratificante sarà quello di verificare in itinere l’utilità dei progetti, ricevere riscontri positivi circa le attività proposte.

L’aspetto difficoltoso sarà forse mantenere vivo nel tempo l’entusiasmo che ora ci anima, sviluppare sempre più la capacità di operare collaborando con gli altri nel tentativo di continuare a migliorare e mirare le offerte a seconda delle reali necessità e poi senz’altro anche quello di reperire sempre nuovi fondi da destinare ai vari progetti!

  • Secondo voi, quali sono gli aspetti (nuovi e vecchi) più importanti che i giovani e gli adolescenti dovranno affrontare nel futuro? 

Le nuove generazioni stanno vivendo in un mondo complicato, accelerato, ipertecnologico. Quest’ultimo periodo di distanziamento sociale dovuto all’epidemia è stato sicuramente un aspetto nuovo che essi hanno dovuto affrontare e non si può sapere che cosa ci aspetterà in futuro.

Credo che aiutare i bambini, i giovani a sviluppare le cosiddette “life skills” (una gamma di abilità cognitive, emotive e relazionali di base) sia fondamentale perché permetterà loro di acquisire un comportamento versatile e positivo, grazie al quale saranno in grado di affrontare efficacemente le richieste e le sfide della loro vita futura, qualsiasi esse siano.

  • La comunità locale è attrezzata adeguatamente per sviluppare percorsi di crescita di bambini ed adolescenti, o avvertite qualche altra necessità? 

E’ stato bello ed utile il confronto con le realtà che abbiamo conosciuto finora così come il venire a conoscenza della realizzazione di grandi progetti rivolti a bambini e giovani che hanno coinvolto tante realtà contemporaneamente come EduFabLab o Community School: il territorio biellese offre molto a questa fascia d’età, ma si può sempre offrire di più, o in modo più incisivo o capillare.

Per ora noi ascoltiamo ciò che chi opera nel settore ha sperimentato e verificato in anni di lavoro con bambini e giovani sul territorio fornendo sportelli di ascolto, offrendo supporto allo studio, insegnando tecniche di mindfulness o proponendo tecniche didattiche innovative, organizzando laboratori di contenimento dell’ansia sociale o da prestazione, dando informazioni e supporto nelle varie dipendenze, offrendo l’opportunità di coinvolgimento in attività sportive, musicali, artistiche, coinvolgendo genitori ed insegnanti in attività  formative o di confronto….

Dal mio punto di vista, dare la possibilità alle nuove generazioni di sviluppare fin dalla più giovane età le risorse necessarie per affrontare efficacemente le difficoltà della vita quotidiana è di primaria importanza e quindi proporre attività, corsi, laboratori di vario tipo mirati ad acquisire le abilità di base nell’area emotiva come la consapevolezza di sé, la gestione delle emozioni, del conflitto e dello stress; nell’area relazionale come la comunicazione efficace e l’empatia; nell’area cognitiva come il pensiero creativo e critico.

Credo inoltre che quando si parla di bambini e giovani non si possa non prendere in considerazione gli adulti che con loro hanno a che fare e quindi proporre attività di sostegno, informazione e formazione per genitori, insegnanti, operatori sociosanitari.

Per informazioni
www.fondazionemarcofalco.it

 

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