
Le ricerche sulla tradizione costruttiva (Trappa di Sordevolo), la civiltà montanara (Bagneri), la lavorazione del ferro (Netro e Mongrando), l’oro della Bessa (Vermogno), l’emigrazione (Donato), la Resistenza (Sala Biellese), i carri agricoli (Zimone), assieme alle storie di vita raccolte tra il 2003 e il 2010, alimentano le pratiche proposte ai partecipanti.
È una scuola per nuovi abitanti, dove si impara di nuovo l’arte del coltivare, allevare, recuperare e trasformare, alternando il fare alle esplorazioni del paesaggio (le “transumanze educative”).
Avviene così una graduale riscoperta dei luoghi peculiari della nostra storia, non solo recuperati a fini espositivi o turistici ma anche rigenerati a nuova vita, dove economia ed ecologia non sono antitetiche ma riconnettono la gestione dei beni comuni all’ambiente di vita, campo di apprendimento di una visione sistemica – senza pareti – dove l’educazione, il lavoro, la produzione e l’accoglienza sono parte di un’unica, sostenibile prospettiva.
C’è una differenza sostanziale tra l’abitare e il risiedere.
Il crescente distacco tra le nostre esistenze e ciò che sta intorno a noi, assume una dimensione drammatica nelle nuove generazioni, la cui percezione del mondo è mediata da strumenti virtuali che non ci fanno più vedere, e incontrare, la realtà, ma ci isolano in un eterno presente senza continuità col passato e col futuro.
È quindi urgente immaginare proposte che tengano insieme più generazioni e ci mettano nelle condizioni di fare esperienza, come in passato, dei luoghi vicini, densi di storia, in cui l’intreccio natura-artificio testimonia l’esistenza di mondi locali in equilibrio.
Mancano nuovi “luoghi abitati”, produttivi e accoglienti per chi si vuole oggi insediare. Manca il rischio del vivere, dove nascono stupore, scoperta, nuove idee che rispondano al bisogno latente di “comunità” che non sappiamo esprimere.
L’ecomuseo è uno strumento attraverso il quale una comunità prende coscienza in relazione a un territorio, con una funzione educativa fondata su un patrimonio culturale e un’organizzazione cooperativa orientata al futuro.
Oggi questo strumento non può sottrarsi al tentativo di proporre, assieme alle realtà che hanno formalmente o informalmente generato una “comunità educante” nel nostro territorio, una nuova “scuola” dove imparare insieme a riparare il mondo.
La Trappa di Sordevolo è la sede delle principali attività residenziali di Scuola Senza Pareti, organizzate in collaborazione con diversi enti e associazioni:
Imparare Camminando (7-12 anni) – Propone, a giugno, una settimana di esplorazioni del paesaggio intorno alla Trappa, condotte con il metodo delle “transumanze educative”, dove si impara camminando. La settimana si conclude con la realizzazione di una “mappa alimentare” composta dai diversi prodotti incontrati, offerta alle famiglie dei ragazzi.
Ri-Creazioni (12-16 anni) – Propone, a luglio, una settimana dedicata alla conoscenza, alla lavorazione e all’utilizzo delle materie e degli elementi locali (pietra, legno, ferro, lana, cuoio…), finalizzata alla cura e alla riparazione del paesaggio naturale e artificiale della Trappa. I ragazzi sperimentano così il potere delle mani, unito a una visione dell’ambiente di vita.
Risalire le Storie (aperto a tutti) – Ispirata alla radice monastica della Trappa questa attività propone, a settembre, la sperimentazione di nuove regole di convivenza, interrogandosi sul senso e la sostenibilità della vita comunitaria. L’esperienza intreccia il lavoro fisico alla riflessione, la cura del corpo e della mente a quella del luogo e delle sue storie. Prevede l’intervento di facilitatori, formatori, artisti che orientano i diversi temi affrontati verso nuove forme di esistenza montanara.
NUOVE PROPOSTE
Nel 2026 si sono aggiunte 2 proposte:
Sgorbi e Sgorbie – In collaborazione con l’Associazione Amici Parkinsoniani Biellesi, a giugno si è svolta una nuova attività nell’ambito della seconda edizione della camminata Senza Tremori: un progetto avviato nel 2024 che ha raccolto un nutrito gruppo di persone, la maggioranza con il Parkinson, e le ha portate su sentieri, strade bianche, boschi e piazze, mettendo in primo piano non la fragilità, ma il coraggio del quieto fare.
Durante il percorso, presso i laboratori dell’Ecomuseo della Civiltà Montanara di Bagneri i partecipanti hanno praticato la lavorazione del legno, prendendo confidenza con la materia partendo dalle sgorbie (i classici scalpelli da intaglio) e realizzando le proprie impronte.
Il giorno successivo, all’Ecomuseo della Tradizione Costruttiva della Trappa, queste sono state unite in un’opera collettiva, oggi esposta in quella che un tempo fu l’infermeria del monastero.
Cadregàt – L’8 e il 9 agosto si svolgerà, nuovamente tra Bagneri e la Trappa, una nuova attività rivolta alle famiglie (da 2 a 4 persone per nucleo), dedicata alla costruzione di 2 manufatti che hanno una lunga, dimenticata tradizione nel Biellese. I partecipanti realizzeranno e si porteranno a casa un tradizionale scagn (sgabello a 3 gambe) e una sedia del designer Enzo Mari, realizzata con assicelle grezze di uso comune, sperimentando così la possibilità di autocostruzione degli arredi domestici.
Tutte le informazioni di Scuola Senza Pareti sul sito ecomuseo.it
