Fonte: Vita.it

Una mappatura per portare alla luce le esperienze di neomutualismo nate soprattutto dopo il periodo pandemico. È l’obiettivo di Common people. Il valore pubblico delle comunità intraprendenti, il nuovo progetto di ricerca lanciato da Aiccon reaserch center e finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Fondo per la ricerca in campo economico e sociale. Cooperative, associazioni, reti, progetti ma anche gruppi informali avranno tempo fino al 22 maggio per candidare la propria esperienza ed entrare a far parte del primo Atlante del neomutualismo.
Il progetto – che riguarderà Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, oltre che le aree interne di Emilia-Romagna e Toscana – muove da una considerazione: negli ultimi anni, specie dopo il Covid, in questi territori (ma anche in altri) sono emerse nuove forme di attivazione collettiva che non solo attivano risorse esistenti, ma anche ne generano di nuove per rispondere a un contesto segnato da alcune criticità. Le stesse analisi Istat, infatti, confermano che nel Mezzogiorno persistono alcuni elementi di lungo periodo: la povertà assoluta continua ad avere un’incidenza più alta che nel resto del Paese, tra l’altro con particolare riferimento ai minori; inoltre, nonostante i segnali di ripresa occupazionale post-pandemici, i sistemi economici locali non sempre si dimostrano più strutturati.
«Common people nasce come progetto di ricerca volto alla definizione ed emersione di quella moltitudine di istituzioni che nascono dalla comunità e alimentano economie inclusive e trasformative», afferma Paolo Venturi, direttore di Aiccon research center. «Il progetto oltre a nutrire il pensiero accademico, ha l’ambizione di sostanziare e rendere concreta l’esistenza e il valore del neomutualismo».
L’Atlante che ne emergerà sarà più di una semplice mappa: diventerà un luogo di riconoscimento, connessione e condivisione tra esperienze diverse. Alla call to action lanciata da Aiccon possono partecipare tutte le realtà nate a partire dal 2020 che attivano forme di collaborazione, coinvolgimento della comunità e generazione di valore collettivo. Non è richiesta una forma giuridica specifica.