Se finissero le parole

Venerdì 8 maggio 2026 alle ore 21 all’Auditorium di Città Studi, in Corso Pella 2 a Biella, avrà luogo Se finissero le parole, sogni, paure, sofferenze e speranze raccontate, in video e dal vivo, dai giovani biellesi, un incontro a ingresso libero aperto a tutta la popolazione. L’evento inserito nella rassegna Storie Biellesi 2026, rassegna che prevede eventi dal vivo… parlerà di cinema!
Quest’anno Storie di Piazza mette in pausa il progetto Contiamo su di noi, nato nel 2021, per accompagnare un nuovo progetto, Se finissero le parole, nato dall’idea di
alcuni adolescenti che hanno sentito l’urgenza di raccontare, attraverso il linguaggio audiovisivo, le difficoltà vissute nel contesto scolastico e relazionale: esperienze di
esclusione, bullismo, cyberbullismo, disagio emotivo.
Sotto la sigla B.F.I. (Biella Film Indipendenti) hanno proposto nel 2025 l’idea per una web serie di cui è già stato realizzato un episodio pilota presentato a fine novembre
2025 a Palazzo Gromo Losa.
Saranno gli stessi ragazzi protagonisti a presentare al pubblico il film e annunciare il proposito di girare altri 3 episodi che andranno a comporre la web serie, che sarà
divulgata online, proposta alla popolazione in proiezioni pubbliche e portata nelle scuole. Lo scopo è sensibilizzare sul tema del disagio giovanile, e il messaggio non è
rivolto solo ai giovani, l’intera comunità sarà chiamata a confrontarsi su un argomento che riguarda tutti: famiglie, educatori, ragazzi, scuola, operatori sociali e istituzioni.
Il progetto è condotto da Storie di Piazza, Fondazione Marco Falco e
VideoAstolfoSullaLuna, tre realtà del territorio di comprovata esperienza rispettivamente nell’educazione alle discipline artistiche, nella prevenzione al disagio
giovanile, nella produzione cinematografica.
A sostenere l’iniziativa una serie di enti, fondazioni, associazioni, aziende e scuole in qualità di contributori, sponsor, fornitori di servizi, collaboratori.
L’evento dell’8 maggio sarà anche l’occasione per il lancio di una campagna di crowdfunding per raccogliere fondi da destinare al progetto.
Il progetto si sviluppa in tre fasi: formazione, produzione e distribuzione. Nella prima, i ragazzi lavorano con professionisti (regista, sceneggiatore, psicologi ed educatori)
per confrontarsi e scrivere collettivamente il copione. Nella seconda, partecipano alle riprese della web serie affiancati da una troupe cinematografica. Nella terza, la serie
viene diffusa online, nei festival e nelle scuole, dove i giovani protagonisti la presentano per stimolare il dialogo.
La fase iniziale è già avviata con incontri e un laboratorio residenziale di scrittura, che ha portato alla creazione di un canovaccio aperto all’improvvisazione. Il set sarà anche
un’esperienza formativa, in cui i partecipanti sperimentano i mestieri del cinema in un ambiente protetto, con supporto psicologico. La prima puntata è stata portata
sperimentalmente in alcuni licei biellesi con grande successo e partecipazione. Il progetto si basa sull’idea che cultura e audiovisivo possano favorire espressione,
crescita e partecipazione. Promuovendo nel contempo ascolto, fiducia e collaborazione ed evitando la spettacolarizzazione del disagio giovanile. Non è un percorso
terapeutico, ma un’esperienza artistica che offre uno spazio sicuro per raccontare e rielaborare vissuti personali.
Tutto questo sarà raccontato direttamente dai ragazzi venerdì 8 maggio a Città Studi, in un incontro aperto al pubblico: un’occasione di confronto diretto in cui sarà
possibile vedere la puntata pilota, sostenere il progetto attraverso il crowdfunding e offrire suggerimenti e feedback ai giovani artisti.