
Un mormorio sussurra da millenni: è fatto di tutte le voci umane, grandi e bambine, che dall’inizio dei tempi hanno scandito in rima e metro poesie, scongiuri, preghiere, tiritere di giochi, spot pubblicitari, rap, slogan degli stadi.
In greco poiesis viene dal verbo poièo, “io faccio”: la poesia “fa”.
Fa piangere quando serve piangere, ridere se occorre ridere, sfogare la rabbia, comprendere ciò che accade, giocare, difendersi, offendere, comprare, sperare e resettare il sistema.
Ma attenzione: “fa bene” solo quando è “fatta bene”, altrimenti al meglio non fa niente, al peggio fa passare la voglia di poesia, e magari di libri.
Una levis lectio poetica di Bruno Tognolini, scrittore teatrale, televisivo, autore di storie, rime e filastrocche per bambini e per grandi.
L’evento è organizzato in collaborazione con il Centro Territoriale Volontariato di Biella -Vercelli e il Tavolo Carcere di Biella* nell’ambito del progetto triennale ‘Liberi Legami’ finanziato da Impresa Sociale con i Bambini, che ha la finalità di promuovere un sano processo di crescita ed integrazione sociale dei minori figli di detenuti e garantire la continuità del rapporto con il genitore.
L’incontro sarà incentrato sul tema della gentilezza come pratica sociale e rivolto in particolare a bambini, alla comunità educante (genitori, educatori, insegnanti) e alla comunità locale in generale.
Il pensiero che ha guidato la scelta di questo tema, come pratica sociale, nasce da una serie di riflessioni: la genitorialità legata alla detenzione è un tema complesso, articolato e delicato; molto spesso, inoltre, passa sottotraccia o resta del tutto sommerso.
Nei casi in cui un bambino o un ragazzo viva questa condizione, non è assolutamente scontato che insegnanti e compagni di scuola ne siano a conoscenza, anche a causa dello stigma che c’è nei confronti delle persone detenute.
La gentilezza può quindi risultare una pratica sociale utile per far fronte alle fragilità dei membri della società (di qualunque tipo queste siano); al contempo è uno strumento per combattere la discriminazione e uno strumento di inclusione delle persone più fragili, così come lo sono i minori che vivono la condizione della genitorialità in carcere.
Introduzione a cura della cooperativa sociale Il Margine, capofila del progetto Liberi Legami, Franca Bonato (Arcipelago Patatrac), pedagogista e direttrice di psicodramma
* Il Tavolo Carcere di Biella è una rete di associazioni di volontariato, cooperative ed enti ecclesiali nata nel dicembre 2018 per migliorare le condizioni di vita delle persone ristrette nella Casa Circondariale di Biella.
Le attività e gli obiettivi sono:
Supporto e sensibilizzazione: promuove iniziative dentro e fuori dall’istituto penitenziario, in collaborazione con il Centro Territoriale di Volontariato
Tutela dei diritti: organizza incontri pubblici, corsi sulla giustizia riparativa e presentazioni di rapporti sulle condizioni detentive
Contrasto all’emarginazione: si adopera per il rispetto della dignità umana dei detenuti e per favorire percorsi di reinserimento sociale a fine pena
Per informazioni: info@fuoriluogobiella.it
Franca Bonato – pedagogista e direttrice di psicodramma Opificiodellarte
Nella società contemporanea vi è un’urgenza emotivo-educativa testimoniata da manifestazioni di prepotenza sempre più diffuse e da un clima di crescente intolleranza verso le differenze e la diversità. Per questo riteniamo importante proporre percorsi artistico-creativi capaci di favorire un’educazione emotivo-sentimentale finalizzata a creare un nuovo senso del Noi basato su relazioni gentili. La gentilezza è un atteggiamento che si fonda sull’apertura verso gli altri e verso l’ambiente. Essa è un modo di vivere e di comportarsi nei confronti degli altri strettamente legato al sentimento della fiducia, perché si basa sulla voglia di condivisione e di cooperazione tra gli individui.
Il progetto “IO DO Gentilezza” si basa proprio su questi principi. A partire dal 2025 si è aperto al territorio e ha ampliato la cornice di riferimento, imbastendo un attento lavoro di attivazione della comunità in due contesti urbani periferici del Villaggio La Marmora e Chiavazza, in cui si registra un elevato tasso di persone in situazione di fragilità, e minori in situazione di povertà educativa. Ai docenti è stato proposto il percorso formativo “Le regole del Cerchio Empatico per sviluppare gentilezza in classe”, mentre ai genitori le “Colazioni Gentili”, con l’intento di sviluppare un clima empatico e di ascolto in grado di favorire il rispetto dell’altro, in cui i bambini “contagiano” gli adulti con stimoli (parole/azioni gentili) portati da scuola a casa. L’iniziativa permette di ritrovare una condizione di benessere attraverso il gioco, un aiuto importante per favorire la socializzazione, l’inclusione e creare equilibrio relazionale.
Gianni Crestani e Eleonora Celano – coordinatori del festival #fuoriluogo
Il Festival #fuoriluogo è da sempre attento al valore sociale della cultura e a come quest’ultima possa essere strumento per favorire l’inclusione e l’attivazione della comunità locale. Grazie ai numerosi enti che collaborano alla buona riuscita del Festival, è stato messo a punto un metodo basato sul fare e sul “saper fare”, sperimentando percorsi culturali innovativi volti a favorire la diffusione della pratica della “GENTILEZZA SOCIALE”.
La pratica sociale della gentilezza è intesa come una scelta consapevole e volontaria di bene, empatia e rispetto, capace di generare benessere sia in chi compie l’azione sia in chi la riceve. Non va confusa con la semplice buona educazione, ma è considerata una vera e propria “infrastruttura sociale” e forma di capitale sociale che promuove la coesione e il benessere comune. Viene descritta come un “muscolo” da allenare quotidianamente per trasformare un atto gentile in un’abitudine sociale consolidata.
Ci teniamo a ricordare che il 4 marzo 2026 è stata presentata in Senato una proposta di legge in cui la Gentilezza viene intesa “come una infrastruttura sociale e una delle forme del benessere”. Un nuovo rilevatore di benessere capace di misurare la qualità di vita di un Paese. Fuoriluogo, con i suoi ospiti, i suoi collaboratori e l’intero territorio vuole contribuire ad aumentare il benessere del territorio biellese.