Venerdì 25 Settembre, alcune realtà e associazioni del territorio tra cui Circolo Tavo Burat, organizzano un presidio, dalle ore 9 alle 13, davanti all’ingresso del Palazzo della Provincia a Biella (Via Ivrea), per chiedere di rigettare l’istanza di Econergy, impresa israeliana che vorrebbe realizzare un impianto agrivoltaico di enorme estensione nel biellese, rimettendo al Governo la problematica.
Ecco il comunicato diffuso dagli organizzatori:
Eichmann, funzionario nazista, ha sempre e solo sostenuto di aver eseguito degli ordini, di essere stato semplicemente uno zelante burocrate. Hannah Arendt ha sottolineato come la “banalità del male” si manifesta nell’incapacità o nel rifiuto di riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni all’interno di un sistema organizzato.
La Provincia di Biella deve decidere nella conclusiva Conferenza dei Servizi della procedura di V.I.A. in programma a settembre se il proprio ruolo:
è solo quello dello zelante burocrate, la mera verifica se l’istanza di una controllata di Econergy Renewable Energy Ltd – impresa israeliana del green-business, è tecnicamente e normativamente valida
o se:
autorizzando il progetto di Econergy, contribuirà al sostegno dell’economia di uno Stato sotto accusa da parte della Corte Internazionale di Giustizia (CIG) per presunta violazione della Convenzione sul Genocidio del 1948, convenzione ratificata dall’Italia le leggi 11 marzo 1952, n. 153. e 9 ottobre 1967, n. 962.
Gli Stati firmatari del trattato hanno l’obbligo giuridico vincolante di prevenire il genocidio e di non esserne complici, il che richiede una revisione e la potenziale sospensione del sostegno economico, politico e soprattutto militare che possa agevolare tali atti.
La Provincia di Biella deve dunque scegliere se, nell’ingranaggio del genocidio e dei crimini di guerra imputati ad Israele, vuole contribuire con del “lubrificante” o con un “granello sabbia”, se vuole esserne in qualche misura complice o se intende rispettare le indicazioni di un trattato internazionale che il nostro Governo e la UE continuano ad ignorare.
Nel parere del 19/07/2024 la CIG, oltre a dichiarare illegale l’occupazione israeliana nei territori palestinesi, dispone anche «agli Stati terzi di non consentire investimenti di capitali frutto delle operazioni illecite nell’ambito dell’occupazione».
Una condizione minima per procedere all’autorizzazione dell’impianto proposto da Econergy sarebbe dunque la verifica della provenienza dei capitali investiti, ben 32,5 milioni di euro.
Si tenga presente che Econergy Renewable Energy Ltd è partecipata da Phoenix Financial: questa società è attenzionata presso l’ONU per la partecipazione azionaria in Elbit Systems (società israeliana settore armi e difesa) e gli investimenti in diverse società che operano negli insediamenti illegali in Cisgiordania, Gerusalemme Est e sulle Alture del Golan. Il socio di maggioranza di Phoenix Financial è Affinity Partners, un fondo sovrano del Golfo, soggetto coinvolto nel “Board of Peace”, il programma di ricostruzione della striscia possibile solo con la cacciata dei Palestinesi da Gaza.
Essendo una multinazionale tale verifica potrebbe non essere semplice e, in caso di mancanza di prove che i capitali di Econergy non siano frutto di operazioni illecite, la Provincia di Biella potrebbe, in via cautelativa orientata all’osservanza del parere della CIG, sospendere il giudizio di compatibilità ambientale e il rilascio di titoli autorizzativi rimettendo la questione in sede governativa. Ovvero disporre, per ragioni etiche e morali, il diniego dell’autorizzazione rimettendo così al Governo le responsabilità in caso di annullamento della determina dirigenziale.
Il “Circolo Tavo Burat – Pro Natura” e il coord. “Biellesi per la Palestina Libera” chiedono dunque alla Provincia di Biella scelte coraggiose, di riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni all’interno di un sistema organizzato non autorizzando investimenti israeliani nel territorio provinciale.
In occasione della Conferenza dei Servizi conclusiva il procedimento di VIA programmata per il 25 settembre alle ore 9,15 è organizzato, di fronte al palazzo della Provincia di Biella, un presidio per informare e sensibilizzare la cittadinanza sul tema.
