
Il Gruppo Alpini di Trino, intitolato al Maggiore Alpino Leandro Gellona, celebrerà il 20, 21 e 22 marzo, i suoi 95 anni di fondazione e gli 85 anni dalla morte del maestro Eugenio Palazzi, autore di “Valore Alpino”, conosciuto come il “Trentatre”, l’inno nazionale degli Alpini.
Il Gruppo Alpini a Trino venne costituito il 14 dicembre 1930: alcuni alpini trinesi, guidati dal sergente Erasmo Calvo decisero di riunirsi, primo Gruppo Cittadino Organizzato della Sezione di Vercelli , sotto l’egida della giovane Associazione Nazionale Alpini, nata nel 1919 a Milano.
Saranno tre giorni ricchi di appuntamenti che prenderanno il via venerdì 20 marzo con l’alza bandiera alle 9.30 presso largo Corsica, al monumento all’Alpino d’Italia. L’appuntamento principale del primo dei tre giorni sarà alle ore 17 alla biblioteca civica “Favorino Brunod” dove verrà inaugurata la mostra curata dal Centro Studi Alpino I° Raggruppamento.
La giornata più intensa sarà quella di sabato 21 marzo: alle 14 è previsto l’ammassamento in piazza Chauvigny dove alle 14.45 è atteso l’arrivo del Labaro Nazionale con gli onori attribuiti dalle fanfare della Brigata Taurinense e dell’Ana Sezione Valle Susa, alle quali durante la manifestazione sarà consegnata la cittadinanza onoraria concessa dal Consiglio comunale di Trino durante l’ultima seduta. Alle 15 partirà quindi la sfilata verso il cimitero per recarsi alla tomba del maestro Capitano Eugenio Palazzi per rendergli onore. Al termine ci sarà il ritorno della sfilata verso il centro dove, in corso Cavour, nei pressi del municipio, e alle 16.10 verrà onorato il maestro Palazzi con gli omaggi alla targa che lo ricorda di fronte alla sua abitazione. Sarà anche il momento per alcuni interventi delle autorità.
Alle 17.30 nella sede della Partecipanza dei Boschi in via Vercelli 3 verrà illustrata la vita del Capitano Palazzi e saranno ricordati i 750 anni di vita della Partecipanza.
La giornata proseguirà con l’apericena alle 19.30 in piazza Banfora. Alle 21 infine il concerto delle due fanfare nella chiesa di San Domenico.
La tre giorni con gli Alpini si concluderà domenica 22 marzo: alle 8.30 l’ammassamento in largo Corsica per l’alza bandiera delle 9, prima di proseguire con la sfilata lungo le vie cittadine e la deposizione degli omaggi floreali ai monumenti che ricordano i caduti di tutte le guerre. Alle 10 verrà celebrata la messa nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, alle 11 riprenderà la sfilata verso il Centro Buzzi per l’aperitivo Alpino e infine l’ammaina bandiera delle ore 13.
L’evento su tre giorni è organizzato dal Gruppo Alpini di Trino con la Sezione Ana di Vercelli e il patrocinio di Regione Piemonte, Provincia di Vercelli e Comune di Trino, con quest’ultimo che ha concesso un contributo. Ed inoltre c’è la collaborazione di Istituto Alberghiero “Sergio Ronco”, Partecipanza dei Boschi, Parrocchia di San Bartolomeo, Istituto Comprensivo Asigliano-Trino, Apsp Sant’Antonio Abate Trino, e il volontariato di Protezione Civile e Ana.
Sulla tre giorni interviene il capo gruppo di Trino Giorgio Raiteri: “Il 14 dicembre 1930 veniva fondato il gruppo Alpini a Trino e il 10 aprile 1940 ci lasciava il capitano Eugenio Palazzi. Due date importanti per la nostra città come sono importanti questi tre giorni in cui festeggiamo i 95 anni di vita del Gruppo e gli 85 anni dalla scomparsa di colui che ha scritto le note dell’inno che accompagna, in tutte le manifestazioni ufficiali, gli alpini in Italia e all’estero. Fiero di portare questo cappello, grato ai miei alpini che mi hanno voluto come loro Capogruppo, sono altresì onorato di accogliere il Labaro dell’Associazione Nazionale Alpini, ricco di storia e sacro simbolo per noi tutti, scortato dai membri del Consiglio Nazionale. Un’occasione storica in cui stringiamo una fratellanza con la fanfara della Brigata Taurinense e con la Fanfara dalla sezione Val Susa. Una giornata che tutti gli alpini di Trino porteranno per sempre nel cuore”.
Il sindaco di Trino Daniele Pane aggiunge: “È con grande orgoglio e profonda partecipazione che, a nome dell’Amministrazione Comunale e dell’intera cittadinanza di Trino, rivolgo il più cordiale benvenuto a tutti gli Alpini, agli Aggregati, alle Autorità civili e militari e a quanti prenderanno parte alla manifestazione dedicata al 95° anniversario del Gruppo Alpini di Trino e al I° Memorial Maestro Eugenio Palazzi. Questa ricorrenza non rappresenta soltanto un importante traguardo associativo, ma è soprattutto un momento di memoria e di riconoscenza collettiva verso una realtà che, da quasi un secolo, costituisce un punto di riferimento imprescindibile per la nostra comunità. Il Gruppo Alpini di Trino ha saputo interpretare, nel tempo, con dedizione e spirito di servizio, quei valori autentici che rendono le Penne Nere un simbolo amato e rispettato in tutta Italia: solidarietà, altruismo, senso del dovere, vicinanza concreta alle persone e alle istituzioni. Valori che non appartengono solo alla storia, ma che continuano ad essere attuali e necessari, soprattutto in un tempo complesso come quello che viviamo. Questa celebrazione assume inoltre un significato ancora più speciale perché unisce alla ricorrenza del Gruppo un doveroso omaggio alla figura del Maestro Capitano Eugenio Palazzi, illustre concittadino trinese, il cui talento musicale ha lasciato un segno profondo nella tradizione alpina italiana. Ricordarlo oggi significa restituire alla città e all’intero mondo alpino una parte importante della propria identità, riaffermando con fierezza il legame tra Trino e l’inno “Valore Alpino”, conosciuto da generazioni come “Trentatré”. Ringrazio sentitamente il Gruppo Alpini di Trino, la Sezione ANA di Vercelli e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo evento, nonché gli studiosi e i ricercatori che hanno riportato alla luce la figura del Maestro Palazzi, permettendo di tramandarne la memoria e il valore storico. Celebrare la nostra storia significa rafforzare le radici della comunità e trasmettere alle nuove generazioni l’esempio di uomini che hanno fatto della fratellanza, dell’impegno e dell’amore per la Patria una scelta di vita. A tutti voi rivolgo il più sincero augurio di vivere giornate ricche di emozione, amicizia e condivisione, nella certezza che Trino saprà accogliervi con il calore e l’orgoglio che questa occasione merita. Viva gli Alpini, viva il Gruppo Alpini di Trino, viva Trino e viva l’Italia”.
L’inno nazionale degli Alpini
Nel 2014 gli storici trinesi Franco Crosio e Bruno Ferrarotti hanno trovato, all’archivio storico provinciale di Vercelli, un articolo apparso sulla “Provincia di Vercelli”, datato aprile 1940, della morte del capitano e maestro trinese, Eugenio Palazzi, autore dell’inno degli Alpini “Valore Alpino”. Da quest’articolo è iniziata una ricerca per scoprire cosa si intendeva per autore dell’inno degli Alpini, dato che da più di novant’anni gli alpini cercavano il musicista che aveva composto la suonata, musicista che fino ad allora corrispondeva al nome di Travet, autore francese. I due storici dopo aver consultato biblioteche e archivi in gran parte del nord Italia vennero a conoscenza dell’indirizzo della nipote del maestro Palazzi, la classe 1922 Giovanna Zappi, la quale, contattata, fornì l’originale dello spartito correlato da altri documenti che attestavano l’autenticità della scoperta. Alla fine del 2014 tutti i documenti vennero consegnati alla commissione del Centro Studi Alpino, il quale certificò l’autenticità e la paternità dell’inno “Valore Alpino” detto “33”.
Eugenio Palazzi (dallo scritto di Bruno Ferrarotti)
Nasce a Trino il 16 agosto 1859. A 7 anni comincia a studiare musica con il fratello don Giuseppe, a 17 anni viene ammesso al Conservatorio di Milano e dopo il servizio militare riprende gli studi ed entra nella classe di composizione. Si diploma in composizione il 17 luglio 1886. Dal luglio 1887 al dicembre 1893 è «Capo-musica» del 71° Reggimento Fanteria a Torino. Palazzi in seguito ebbe incarichi di direttore di banda e insegnante in varie località italiane. Ha composto un’opera lirica, due operette, diversa musica sinfonica, sacra, da camera, per banda, ballabili, e la trascrizione musicale di «Valore Alpino», poi chiamato “Trentatre”, composta nel periodo in cui Palazzi fu a Susa, dal 1904 al 1913, con l’incarico di Direttore del Corpo di musica municipale, organista della cattedrale, professore di canto gregoriano e polifonico nel seminario vescovile e maestro della scuola corale del battaglione alpino nata su iniziativa dello stesso maestro Palazzi. Dalla testimonianza dello stesso Palazzi, il “33” dovrebbe essere stato trascritto nel 1907. Il maestro Palazzi morì a Trino il 10 aprile 1940.
Le Fanfare
La Fanfara della Sezione Val Susa
Nel 1932, con l’interessamento del Presidente della Sezione il Gen. C. A. Federico Ferretti, viene costituita la prima fanfara sezionale, formata da alpini in congedo di vari Gruppi, sotto la direzione del maestro Luigi Girotti di Bussoleno. Questo gruppo raggiunse il numero di 70 unità, raccogliendo consensi ovunque e partecipando ad Adunate nazionali e sezionali. Nel periodo dal 1945 al 1953 la Sezione non ebbe alcun Presidente e fu gestita collegialmente dal consiglio che si prodigò a dar vita alla fanfara sezionale, affidando l’incarico al consigliere Luigi Pagliarello del Gruppo di Bussoleno con il ruolo di segretario, cassiere e musico con la collaborazione del maestro Rinaldo Vair, che, con competenza e statura musicale, con molta difficoltà e diffidenza, riuscì a coinvolgere di volta in volta, un gruppo di musicanti alpini della Valle e traghettarli di adunata in adunata, sino alla metà degli anni ‘70. All’Adunata di Brescia del 1970, il maestro Rinaldo Vair raccolse parecchi musici da Bussoleno, Novalesa, Venaus, Giaglione, Bruzolo, formando una fanfara di circa 40 elementi. Il ripristino della Fanfara venne deliberato nel giugno 1975 e venne chiamato alla direzione artistica il maestro Silvio Rossero: la prima esibizione fu nell’aprile 1977 a Sant’Antonino. Seguì la direzione del maestro Piero Marzo di Venaus e successivamente quella dell’attuale maestro Danilo Bellando di Bussoleno.
La Fanfara della Brigata Alpina Taurinense
Nata nel 1965 a Torino, dalla fusione dei preesistenti complessi bandistici del 4° Reggimento Alpini e del 1° Reggimento Artiglieria da Montagna, la Fanfara della Brigata Alpina “Taurinense” dell’Esercito è attualmente costituita da circa 30 musicisti tratti dai reggimenti Alpini piemontesi ed è diretta dal 1° Luogotenente Marco Calandri. La sede è presso la Caserma “Monte Grappa” di Torino.
Inizialmente composta da militari di leva, con l’attuale riforma dell’Esercito è ora composta da Sottufficiali, Volontari in Servizio Permanente e in Ferma Breve. Specialità della Fanfara è il carosello, spettacolo musicale in marcia che offre un saggio di sincronismo tra melodia e forma militare. Il suo repertorio comprende, oltre alle musiche di ordinanza militari, anche brani di letteratura per fiati e musica classica e leggera.
Dal punto di vista istituzionale, è presenza fissa alle Adunate nazionali degli Alpini e alla Festa della Repubblica a Roma, sfilando ai Fori Imperiali con i reparti in armi delle Truppe Alpine, davanti al Presidente della Repubblica e alle più alte cariche dello Stato.
Erede dei complessi musicali che, nei secoli scorsi, accompagnavano le unità in battaglia trasmettendo con gli strumenti gli ordini tra i vari reparti, oggi la Fanfara ha la missione di conferire solennità alle celebrazioni istituzionali, onorare i Caduti per la Patria di tutti i conflitti e promuovere la tradizione musicale italiana avvicinando i cittadini alla storia dell’Esercito e del Corpo degli Alpini.