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SUMMARY:“Tra pedali e telai. Cinquant’anni di ciclismo pionieristico biellese (1880-1930)”
DESCRIPTION:\nLa mostra, organizzata dal DocBi – Centro Studi Biellesi in collaborazione con UCAB e ospitata\npresso la Fabbrica della Ruota di Pray, si propone come un viaggio antropologico e tecnico\nattraverso la storia e l’evoluzione della bicicletta.\nL’esposizione presenta al pubblico 17 differenti biciclette costruite tra 1880 e 1930. Gentilmente\nmesse a disposizione da collezionisti privati e da enti del territorio (Museo Don Florindo Piolo di\nSerravalle, Biblioteca Civica, Museo delle truppe alpine e Fondo Edo Tempia di Biella), ciascuna di\nesse è accompagnata da una sintetica scheda tecnica. La collocazione dei bicicli nei saloni, a fianco\ndelle macchine tessili e delle trasmissioni del sistema teledinamico caratteristiche della “Fabbrica\ndella ruota”, consente un suggestivo confronto tra le applicazioni della meccanica in ambiti così\ndiversi eppure strettamente imparentati. Telai, manovelle, pignoni, ruote dentate, appartengono alle\nune e alle altre. A corredo delle “macchine”, un buon numero di pannelli tematici, riproduzioni di\ngiornali d’epoca, immagini e oggettistica d’epoca completano la narrazione.\nNel suo insieme, il percorso espositivo traccia sinteticamente ciò che successe al “cavallo d’acciaio”\ntra gli ultimi decenni dell’Ottocento e gli anni Venti del secolo successivo. Le trasformazioni non\nfurono solo di carattere tecnico-meccanico ma anche e forse soprattutto di ordine sociale. Guardato\ninizialmente con sospetto dalle forze dell’ordine e rifiutato quale “strumento del demonio” dal\nclero, il velocipede (biciclo, bicicletta) divenne un pilastro della mobilità moderna e simbolo di\neroismo agonistico. Figure come la Regina Margherita, per la quale Edoardo Bianchi creò il primo\nmodello femminile nel 1895, incarnano perfettamente questo passaggio.\nIl fulcro del progetto ha però un cuore biellese, perché ciò che raccontano i pannelli e gli oggetti\nd’epoca esposti nelle vetrine riguarda espressamente la fase pionieristica del ciclismo biellese: dalle\nantesignane associazioni velocipedistiche che precedettero la fondazione dell’UCAB (1925) alle\nprime competizioni, dai leggendari Felice Chiais, Toni Gremmo, Pinutin Santhià alle imprese\nsportive che fissarono i primi record e costituiscono le pietre miliari per l’agonismo degli\nappassionati odierni (la Serra, la salita ad Oropa, il giro delle valli biellesi).\nOltre all&#39;aspetto agonistico, la rassegna affronta il legame con l’industria, evidenziando il ruolo di\nCamillo Olivetti e l&#39;evoluzione delle officine del territorio. Tra i velocipedi e le biciclette esposte,\nalcuni pezzi pregiati come la Bianchi militare &quot;1912&quot; e la Gladiator (1896) permettono ai cultori\ndella meccanica ciclistica di seguire l&#39;evoluzione tecnologica dei telai e dei cambi.\nIl progetto espositivo non è dunque solo una rassegna di meccanica, ma un omaggio all&#39;identità\ndella gente biellese. Attraverso cronache d&#39;epoca, ex voto e testimonianze, la mostra restituisce il\nsenso profondo del pedalare: un atto di coraggio, equilibrio e costante spinta verso il futuro.\nLa mostra è stata realizzata grazie al sostegno di Fondazione CRB-Bando Culturhub, Fondazione\nCRT e Regione Piemonte. Resterà aperta da domenica 7 giugno 2026 a domenica 26 luglio 2026\ntutte le domeniche dalle 14,30 alle 18,30 e nei giorni feriali su prenotazione (3513902199).\nIngresso ordinario 5,00 €; ridotto 3,00 € (bambini di età inferiore ai 10 anni ed anziani oltre i 65\nanni). Ingresso gratuito per disabili e accompagnatori, bambini sotto i 5 anni, soci DocBi,\npossessori Torino Abbonamento Musei.\n
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